Post più popolari

Cerca nel blog

Caricamento in corso...

mercoledì 7 agosto 2013

FACEBOOK paga gli hacker

Suona quasi bizzarra questa affermazione. Facebook offre delle ricompense agli informatici che scoprono bug di sistema e aumenta così la sicurezza. Peccato che questi informatici spesso siano anche degli hacker.

Il simile trova il suo simile, si potrebbe anche dire così. In due anni Facebook ha pagato qualcosa come un milione di dollari ad alcuni informatici che hanno scoperto alcuni bug sulla piattaforma: il social network in questo modo ha aumentato la sua sicurezza. Tuttavia la cosa curiosa è che molti di questi informatici sono anche degli hacker.
Il programma Bug Bounty creato dal social network di Mark Zuckerberg è una vera e propria caccia al tesoro: quando un esperto ricercatore di sicurezza informatica trova un bug o una falla di una certa rilevanza nella sicurezza di Facebook, ecco che può vincere un premio in dollari.
A quanto dice Facebook l'80% dei premiati finora non è statunitense, fra di loro ci sono alcuni italiani e il più giovane ha solo 13 anni. La cifra minima del premio è di 500 dollari, ma può arrivare fino a 20mila dollari.
Tuttavia ricevere il premio non è semplice: prima di tutto bisogna riuscire a scovare il bug, poi un team di esperti di sicurezza di Facebook valuta l'effettiva gravità della falla. La cosa curiosa, a mio avviso, è che siano gli stessi hacker a sottoporre all'attenzione di Facebook i diversi bug del sistema. D'altra parte, però, perché mi stupisco tanto? Solo un hacker può intuire e trovare un bug importante. Un utente normale magari ci inciampa sopra e non lo riconosce neanche come un bug.
Per i fortunati vincitori del premio messo in palio, ecco che l'importo viene accreditato dal social network su una carta di pagamento personalizzata. A volte non si tratta di hacker, però, spesso si tratta di esperti informatici che si divertono semplicemente a mettere alla prova i sistemi di sicurezza delle grandi piattaforme. Una sorta di sfida alle proprie capacità, insomma.

Nessun commento:

Posta un commento